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Bilancio semiserio del 2023

Dic 29, 2023 | Istantanee

Un bel bilancio di fine d’anno, dovrebbe iniziare dalla lettura degli oroscopi per l’anno 2023.

Magari si scoprirebbe che il destino ha sbagliato indirizzo, e si potrebbe passare un po’ di tempo a ritrovare la strada su cui s’è impappinato e provare a riportarlo sui binari giusti.

Ma gli oroscopi, e il destino, sono solo uno dei tanti inganni con i quali, a noi umani, piace prenderci per il culo, o consolarci, o darci spiegazioni impossibili ma splendidamente inventate.

Per quel che mi riguarda, comunque, il mio destino per l’anno 2023 era stato già deciso dalla stella Betelgeuse della costellazione di Orione, secondo la quale, con apposito comunicato recapitatomi il primo gennaio via WhatsApp, l’anno 2023 in arrivo, sarebbe stato un anno in cui sarei stato sommerso dalla merda, dalle delusioni e dalle sconfitte, e sarei stato colpito da malattie probabilmente mortali.

E’ andata anche peggio di così, in realtà, perché m’è capitato persino, il 4 novembre scorso, che una ragazza venisse nel mio ufficio, apparentemente per accompagnare un suo cugino a fare domanda di disoccupazione, ma in realtà, a ridere di me mentre si scambiava messaggi al cellulare non so con chi. Perchè nel mio 2023 c’è stato anche diventare un discreto buffone di corte che molti hanno amato prendere per il culo.

Soffro anche io quindi, della stessa malattia di molti, che ha imperversato durante tutto il 2023: l’ombelichite coatta pleruma maxuma; l’idea cioè che ogni cosa del mondo si misuri a partire dal proprio egoistico ombelico. Una idea diffusissima e corroborata da una serie di accessori autogiustificativi, finissimi, che consentono d’ammantare la fondamentale preoccupazione per sé stessi e basta, con attenzioni, solo social in genere, a tutti i temi più emozionanti del mondo; dai bambini bombardati, all’adozione di meravigliosi randagi, alla prematura scomparsa di questo o quel personaggio noto alle cronache, fino all’orsa uccisa da un tizio che normalmente usava il fucile per stuzzicarsi i denti.

Ci sono tendenze, che in questo 2023 hanno ulteriormente rafforzato la propria presa, sull’Italia e sul resto del pianeta.

Ad esempio, siamo al posto numero 58 nel mondo per quanto riguarda la libertà di stampa. Ma questa classifica, in realtà, non tiene conto dell’abominio quotidiano cui siamo costretti ad assistere sui nostri mezzi di informazione di massa.

Distorsioni sistematiche delle informazioni, insieme ad una pletora di cani e gatti che offrono spettacoli meravigliosi. Insulti e falsità spacciati per verità conclamate; mezzi di distrazione di massa e giornalismo servile. Leggi che servono a nascondere la verità delle cose, spacciate per garantismo giudiziario a senso unico in favore dei soli colletti bianchi e criminali politici o ricchi, o mafiosi. Il senso della realtà pervertito sistematicamente; anzi, la realtà è del tutto, o quasi, ignorata.

Il giornalismo ridotto a commento dei comunicati stampa di tutti – Uffici Propaganda di governi e Servizi Segreti inclusi -.

Ma di questo, non fotte niente a nessuno: in un Paese libero come il nostro, siamo tutti molto più interessati alle acrobazie di un “influenzatore” social, o di un qualsiasi patetico personaggetto televisivo pagato montagne di quattrini solo per rimestare acqua nel calderone del nulla sottovuoto.

E se per caso un giornalista – ne esistono ancora, e tanti, in Italia, spesso sottopagati e precarizzati, nonostante le tante e preziose competenze – s’accorge che ad Aquila, utilizzando le leggi dello Stato, si è costruito un sistema feudale di prebende pubbliche, non c’è nessuno che si chieda, come mai quelli dell’Opposizione non se ne siano accorti prima, quando magari sarebbe bastato avere accesso a qualche atto e leggersi qualche Delibera in più.

Forse allora, il problema, non è la Libertà di Stampa, ma la Libertà tutta insieme. Cui ci siamo talmente tanto abituati, da considerarla un’abitudine, appunto, e non invece il frutto di un costante lavoro e di una costante assunzione di responsabilità, e di costanti regolati conflitti tra soggetti sociali diversi.

Nel 2023 la Libertà, anche come partecipazione alla vita politica del Paese, è arrivata al penoso 19% dei votanti, alle elezioni suppletive per il collegio senatoriale di Monza, rispetto al totale degli aventi diritto. La ricca Brianza ha quindi accettato supinamente che quel seggio senatoriale fosse trasmesso ereditariamente, come nelle migliori tradizioni medievali, ad un tizio noto più che altro, per le sue esuberanti esultanze calcistiche, e per i suoi silenzi riguardo gli affari del suo padrone Berlusconi che, prima d’andarsene, gli ha lasciato così, di che nutrirsi abbondantemente per un futuro riconoscente.

Il 2023 consegna al futuro l’anno più caldo della storia umana, da quando si rilevano scientificamente le temperature.

Naturalmente, il cambiamento climatico, e la distruzione ambientale, non sono la priorità di nessun Governo o istituzione internazionale attenta al Mercato; men che meno del nostro che, è attento al globo terraqueo solo in funzione della caccia al migrante per rispedirlo a nuoto fuori dai nostri confini.

Cari figli, e cari figli dei figli, mi dispiace per voi, ma saranno solo cazzi vostri.

Noi, stiamo firmando cambiali che voi pagherete, e, peraltro, in generale a voi, e a noi, va anche bene, perché pochi di voi, e di noi, tolgono gli occhi dal cellulare e s’incazzano sul serio.

D’altra parte, alcune delle pubblicità più sensuali che ci sia dato di guardare, vedono splendidi esemplari umani, maschi o femmine, camminare abbastanza discinti, con sguardo tenebroso, attraverso dune desertiche: lo sviluppo attraverso il Mercato, sempre totalmente deregolamentato e finanziariamente globalizzato e interessato solo al consumo bulimico e acritico, renderà incredibilmente attraente camminare sulle pietraie riarse dei nostri fiumi. Profumati, però.

Nel 2023, i ricchi, sono diventati ancora più ricchi, i poveri sempre più poveri, e il cosiddetto ceto medio italiano, quello dei dipendenti e dei pensionati, s’impoverisce sempre più mentre continua a pagare le tasse per tutte e per tutti; e quelli, tra imprenditori e lavoratori autonomi, che sono corretti col Fisco, sono davvero dei poveri masochisti, abbandonati dalle loro associazioni, alla concorrenza sleale. D’altra parte, è comunque chiaro a tutti e a tutte che, se sei povero, è solo colpa tua; se ti stai impoverendo, è solo colpa tua, e se rispetti le Leggi, forse un po’ te la sei voluta, coglione.

Il 2023, ci ha consegnato nitidamente la crisi terribile del maschio italico, fatta pagare alle donne. Messo in discussione sul lavoro, nel suo ruolo sociale, nei poteri, oltre che nel suo primitivo onore da jus primae noctis, il povero maschietto, troppe volte reagisce solo facendo appello alle proprie semplificazioni, sempre vincenti: violentando e menando e uccidendo donne colpevoli di voler essere libere. E fidando nella compiacenza di tante aule di italici tribunali.

Tanti uomini, invece, non sono messi in crisi dalla libertà delle donne: la trovano bellissima, anzi e stimolante, e spetta a loro, più di altri, esplicitare che il successo di pubblico e critica del film della Cortellesi, non è un episodio di folclore, ma un segnale importante che il vento cambia, e che uno dei discrimini politici fondamentali, sul piano dei diritti civili, tra destra e Sinistra, sta esattamente sulla definizione e sul ruolo della donna nella nostra Società, e sulle sue libertà.

La Sanità pubblica è in mano ad un branco di predatori che non vede l’ora di farci stipulare ricche assicurazioni ( ricche, per le assicurazioni ), e bisognerebbe sul serio ripensare tutto il sistema e prendere esempio da un tizio di oltre duemila anni fa che i mercanti, dal Tempio, li cacciò via a frustate.

Un paio di intellettuali, Zerocalcare, e Roberto Saviano, hanno esercitato il loro ruolo di persone pensanti, ed hanno espresso opinioni, importanti, sui fatti d’Italia e del mondo, e per questo sono ostracizzati e attaccati: in questo, fu profetico il nostro cosiddetto sindaco. Anche Michela Murgia, esercitava questo ruolo scomodo e fondamentale per la Democrazia. Ma lei il 2023 ce l’ha portata via. Occorrerebbe capire, la Sinistra dovrebbe capirlo sul serio, che la Cultura è fondamentale, per il futuro. Ma non la Cultura dei parrucconi: la Cultura invece che si misura col reale e che ha l’ambizione di comunicare con tutti, e tutte, e da tutte e tutti, continuare ad imparare.

Il 2023 ha contribuito a far diventare la guerra, una abitudine.

Ometti egoici, a capo di Stati egoisti ed immaturi, alcuni dei quali privi di qualsiasi requisito democratico, mandano a morire migliaia e migliaia di giovani uomini che non si ribellano ai propri generali, in nome della volontà di potenza, che faceva schifo nel 1939, e fa schifo altrettanto pure oggi.

Per di più, alcune di queste teste di cazzo hanno a disposizione anche ordigni nucleari, per farci vivere di persona, le emozioni del film “Oppenheimer”. Mentre gli integralismi religiosi tutti, continuano a covare sotto la cenere, e ad alimentare le frustrazioni di ignoranti maschi bianchi, e di ignoranti maschi variamente colorati.

Diventa sempre più difficile, e scivoloso, distinguere i torti, e le ragioni, e scegliere strade equilibrate, e capaci di produrre un risultato utile per le persone; per non far massacrare civili e bambini.

Ma non si dovrebbe rinunciare.

Io penso che sarebbe bene impegnare il 2024, per chiedere a gran voce, Pace, ai governi del mondo. Da questo punto di vista, il 2023, è stata una autentica ciofeca.

In Africa si sono susseguiti colpi di stato e predazione da parte delle potenze coloniali, Cina e USA in testa. Molti paesi non si riconoscono nel sistema di misurazione occidentale dei pesi e delle misure, a seconda di momentanee convenienze interne e stanno decidendo di costruirsi una propria ipocrisia dominante.

Il prossimo anno prevede un sacco di elezioni politiche importanti, e il record di monnezza del 2023, potrebbe persino essere superato.

Il Gran Sasso, è rimasto dov’era, nel 2023, un tantino più umiliato dai nostri comportamenti da padroni del mondo. Il mare a Gallipoli, è sempre più caldo, e tra un po’, farmi il bagno, significherà correre il rischio d’essere lessato vivo come un’aragosta.

Le scuole ad Aquila, non si ricostruiscono e non devono essere collocate in centro. In compenso, i soldi pubblici a disposizione della nostra comunità, non vengono spesi per il suo futuro, ma solo per ricchi premi e cotillons.

Della Perdonanza, penso tante cose, ma sono consapevole d’essere stato del tutto irrilevante, anche nel 2023, e quindi me le tengo per me. Però auguro alla città di avere un’altra idea sulla propria identità, e sul proprio futuro.

Io, proverò ad essere migliore, se resto vivo.

Magari, non ci vuole neanche molto, ad essere meglio di quel che sono, e quindi il mio non è poi tutto questo gran proposito.

Questa estate, continuerò a non toccare i papaveri, per non gualcirli.

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