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II Giornata di Andata

Ott 10, 2022 | Istantanee

9 Ottobre 2022 – II Giornata

  • Gorgonzolana – Bruschimonte 1 – 1

  • Borgofumante – Tumefattone 0 – 0

  • Apristolatte – Coprezzolezzo 0 – 2

  • Sanpistonese – Dinamo Paccuta 3 – 1

  • Tartufalba – Spargillana 3 – 3

  • Perpendicolo – Polpettese 1 – 0

  • Oinochetana – Prestispenta 3 – 0

Prima d’iniziare il commento ad una Seconda Giornata di Campionato Circondariale Aquilano Serie F, più equilibrata e guardinga della Prima, invero, corre obbligo al vostro cronista, leggermente inacidito da cospicuo impiego di tzatziki all’aglio fetido di Sulmonte Di Sotto, usato per farcire la merendina a base di tramezzini bruschettati al pomodoro e involtino di melanzana ripiena al peperoncino scoppiettante di valle Pepentonia, di esprimere tutta la propria costernazione per il proditorio furto di tutta la prima produzione di figurine del Campionato.

Il bravo Gabrielino Pizzutello, custodiva tutti gli schizzi già pronti, di tutti i calciatori di tutte le squadre, nella cartella che portava sulle spalle ogni giorno dall’inizio del nuovo anno scolastico; il ragazzo infatti, racconta di trarre ispirazione per i suoi mirabili disegni, dalla voce flautata, come un gessetto duro che striscia sulla lavagna insieme alle unghie sporgenti che lo tengono, della professoressa di Matematica, Signorina Tremebonda Secante; ed in classe, fingendo di prendere appunti, abbozza i suoi capolavori.

E proprio sabato scorso, mentre era nella palestra immaginaria della Scuola Media “Truman Burbank” del quartiere Stradone, situata nello spazio aperto e brullo ricompreso tra i quattro ambienti delineati dal modulo M.U.S.T. ( l’ormai tredicenne Modulo prefabbricato ad Uso Scolastico Transumante ), qualcuno s’è introdotto gambadilegnescamente nella sua classe e ha furtato tutti gli schizzi destinati a Fabio Leuzzuto, che li avrebbe poi inchiostrati e colorati, lasciando la cartella desolatamente vuota.

Si sussurra che il furto potrebbe essere stato commissionato dalla Edi-Cocchi, la casa editrice pescarese che ha il monopolio delle figurine per tutte le serie calcistiche, dalla “E” fino alla “C”, e che sembrerebbe non tollerare concorrenza. Ma sono solo voci che riferiamo per completezza d’informazione, e non certo per instillare sospetti, o scatenare una caccia all’indizio che consentirebbe finalmente di ingalerare quegli arroganti capitalisti costieri.

Il vostro cronista fida nelle pronte indagini affidate al Commissario Palmer, che peraltro, è un noto collezionista degli album “Celhò, nonmimanca”, augurandosi che, ancora una volta, egli possa servirsi della preziosa consulenza di Bianco Lupe, il noto corposo investigatore privato dall’animo gentile e coltivatore di orchidee del Gran Sasso, coadiuvato dal suo braccio destro Archetipo Bellavittoria, indefesso bevitore di latte ed estimatore del gentil sesso, le qual cose forse sono collegate tra loro per merito della sua dolcissima tata Anselma Morbidosa.

Il lettore starà certamente fremendo per apprendere i particolari in cronaca della Seconda Giornata, e il vostro cronista, lievemente alleggeritosi nel frattempo con una digestiva tisana al piede di porco zenzerato ( un’erba naturale e miracolosa che cresce esclusivamente su un piccolo declivio, collocato alle spalle della fabbrica di fertilizzanti cianifosfati di Fossa e illuminato dal sole soltanto tra le ore 13 e le ore 14 di ogni 29 febbraio ), si appresta ad accontentarlo senza tergiversare ulteriormente.

Giornata caratterizzata, innanzi tutto, da ben tre pareggi, il più spettacolare dei quali è quello agguantato al centotredicesimo minuto del secondo tempo dalla Spargillana, sul campo di una Tartufalba in vena di vere e proprie magie.

La partita si apriva con quello che forse possiamo considerare il gol più veloce della storia dei campionati di Serie F. Il centravanti tartufato Sigfrido Aitante dava il calcio d’inizio, spostando leggermente la palla di lato, verso la mezzala sinistra Guglielmo Mancinante, il quale, forse per un astuto schema provante e riprovante ( a tavolin battente… ), lasciava immediatamente partire un pallonetto a candela che, dopo essersi innalzato fino ad abbattere in volo un rarissimo germano pacchiano – un anatride molto vistoso e, forse perché troppo visibile ai predatori, ormai in via d’estinzione – ricadeva nell’area piccola della Spargillana, ingannando, col suo rimbalzo, il giovane Tremellon, impegnato forse, in quel momento, in un ripasso mentale della Tabellina del sette e infilandosi beffardamente in porta.

La Tartufalba, non paga del vantaggio acquisito, insisteva lungamente con un pressing asfissiante sui portatori di palla spargillanesi che, per un’intera mezzora, non riuscivano neanche a superare la linea del proprio centrocampo; e proprio grazie ad una di queste azioni di disturbo, portata anche tramite qualche furberia inelegante, smanazzando, ad esempio, sotto il naso dei giocatori avversari un impasto indelebile di pecorini rancidi e cavolone bollito nelle interiora di cinghiale avvinazzato, l’ala destra tartufata Alabardo Spaziante riusciva, di sinistro, a trafiggere Tremellon per la seconda volta, mentre il portiere spargillanese era distratto da Gioberta Pavoncelli, la capa ultras della squadra di casa, che si riaggiustava le calze autoreggenti dopo aver tentato più volte di scavalcare le recinzioni bordo campo per significare di persona all’arbitro, il signor Adelmo Piedespento, tutta la sua riprovazione per un metro di giudizio eccessivamente benevolo, un metro e mezzo almeno, a suo giudizio, rispetto alle scorrettezze che la Spargillana avrebbe perpretato ai danni dei candidi e incolpevoli giocatori della Tartufalba. A questo punto, però, – Santo Giusto e di Vendetta per le furberie della Tartufalba – con un veemente scatto d’orgoglio, la Spargillana, ad inizio secondo tempo – dopo che durante l’intervallo il vostro cronista aveva udito dagli spogliatoi spargillanesi le urla belluine del mister Teodoro Lopiede che prometteva loro, in particolare ad un esangue Tremellon, se non si fossero immediatamente risvegliati, orrendi abusi sessuali da parte del suo cane, l’alano vincitore di innumerevoli mostre canine, Nightmare XIII lo Sbavosino – arrivava addirittura al pareggio, con una doppietta di Tosone Arruffato, il possente mediano di centrocampo, che, prima di testa su calcio d’angolo, e poi di destro al volo su una respinta fiacca della difesa tartufata, trafiggeva per ben due volte in cinque minuti il portiere Artemio Clitocibe, mandandolo a funghi sul prato di casa.

La partita si incattiviva e diventava una lunga sequela di interruzioni, intervallate talora, da brevi pause di gioco, durante le quali le due squadre si scorticavano anche con i soli sguardi.

All’ottantasettesimo, l’apparente svolta dell’incontro.

Il gigantesco difensore centrale della Tartufalba, Marsupio Sformato, incornava di testa, dalla propria area di rigore, respingendo un fortissimo traversone di Trecoperti e, complice un refolo di vento monsonico, mandava la palla direttamente all’incrocio dei pali della porta difesa, per così dire da Tremellon, che s’era tuffato dalla parte opposta, adducendo a sua discolpa un effetto sinusoidale imparabile, fornito alla sfera, dall’aria volante.

L’entusiasmo dei tifosi di casa, non aveva fatto i conti però con la pignoleria dell’arbitro Piedespento, che, servendosi di un proprio orologio, custodito nel taschino posteriore delle braghette nere e agganciato con una catenina collegata ad un moschettone di cordata con il quale s’era trafitto, a mo’ di piercing, il proprio capezzolo sinistro, aveva cronometrato al secondo, ogni interruzione della ripresa, arrivando così a concedere un recupero di ben 15 minuti.

Al tredicesimo dei quindici di recupero, lo Spargillana giunse al pareggio, dopo un furibondo batti e ribatti in area, grazie ad una palla che, respinta sulla linea con una rovesciata dal terzino sinistro tartufato, il grande Tiberio Seppia, finiva col rimbalzare sul gluteo destro di Deboscio Adescante, attaccante di riserva, entrato quaranta secondi prima per la squadra ospite in sostituzione di uno sparecchiato Trecoperti, e insaccarsi quindi nella porta della formazione di casa, dopo essere passata sotto le gambe di non meno di tredici giocatori di ambo le formazioni.

Nelle interviste post partita, il Mister spargillanese Lopiede, ha lodato incondizionatamente, il proprio intuito tattico che gli ha consentito di effettuare la sostituzione pareggiante, a soli due minuti dal termine dell’incontro.

Il pareggio a reti bianche, tra Borgofumante e Tumefattone è dovuto principalmente alla imperdonabile imprecisione sotto porta degli attaccanti ospiti del Tumefattone, causata probabilmente da una sagace, quanto truffaldina, azione di sabotaggio praticata dai tifosi del Borgofumante, assisi strategicamente dietro la porta difesa dal portiere di casa Gustavo Senzafiltro. Ad ogni azione pericolosa della squadra ospite, i tifosi Borgofumantini, ha potuto notare il vostro cronista, accendevano subitaneamente ciascuno, una sigaretta elettronica all’essenza di porceddu hashishato, provocando una densa e sugnosa nebbia che aveva il potere di mandare in confusione il reparto avanzato del Tumefattone, che si produceva in una prodigiosa serie di lisci in area piccola e tiri sbilenchi, quando il gol sembrava ormai cosa certa.

L’equipe medica del Tumefattone, nella ripresa, provava a controbattere alla guerra chimica dei tifosi del Borgofumante, dotando la propria compagine di mascherine anti Covid modificate, ma senza raggiungere il risultato atteso.

Il Borgofumante riusciva nell’intento di acquisire il primo punto in classifica, ed il Tumefattone doveva accontentarsi del secondo pareggio consecutivo.

La terza gara chiusasi in pareggio, quella tra Gorgonzolana e Bruschimonte, si è giocata in realtà su un campo al limite della praticabilità regolamentare.

Il nuovo Sindaco di Gorgònzolo, Guidobaldo Formentero ha realizzato il nuovo stadio ai margini, ( secondo alcuni in realtà, già all’interno ), dell’area protetta della Riserva Naturale di San Gismundo Astringente.

Per evitare violazioni troppo evidenti dei regolamenti comunitari, il terreno di gioco è indicato nelle carte della Riserva, come area pascolo per la specie protetta dei cervi balbuzienti – il cui bramito intimidatorio ascoltabile anche a trentacinque km di distanza, per le sue difficoltà glottologiche, può durare fino a tre ore e mezzo, prima d’essere completato – e questo comporta frequenti invasioni di branchi di questi ruminanti artiodattili, che interrompono la partita a tempo indefinito.

Al gol del vantaggio, realizzato nel primo tempo, dal centravanti bruschimontese, Brufemio Villani, che raccoglieva un traversone dalla tre quarti, effettuato dall’ala destra Artemio Lucidaponti, sbucando all’improvviso in area gorgonzolana, essendosi fin lì nascosto sotto la pancia di una cerva femmina particolarmente docile e servizievole, e trafiggendo con un perfetto colpo di testa il portiere di casa, l’incolpevole, ma un po’ rigido Thomas Arturo, rispondeva nella ripresa il rocambolesco pareggio della Gorgonzolana.

L’arbitro, signor Papagorgi, assegnava alla Gorgonzolana una punizione dal limite dell’area bruschimontana, che l’ala sinistra della formazione di casa, Lattosio Cagliato, si apprestava a battere. Rincorsa breve e staffilata secca sulla sinistra della porta difesa da Ciollon, ma proprio mentre sembrava che l‘estremo difensore bruschimontano stesse per far sua la palla, un giovane cerbiatto balbuziente infilzava la palla con le sue cornine muschiate e correva, contemporaneamente, oltre la linea di porta, attirato da un cespuglietto di mandragora officinalis appena spuntato.

A norma di regolamento, l’arbitro non poteva far altro che convalidare la segnatura, nonostante le proteste isteriche del presidente bruschimontese Gispasio Frontale, beccaio del paese, che brandiva la sua carabina dodici colpi a culatta rinforzata al tungsteno-cromo-vanadio, da bracconiere d’ordinanza.

La partita si è conclusa con qualche minuto d’anticipo sul cronometro, per non farsi trovare in zona vietata, da un gruppo di ispettori della Condotta Naturalistica Celimontana che avrebbero potuto allertare le competenti autorità per verificare eventuali irregolarità insediative riguardanti l’appena edificato stadio, fortemente voluto dalla nuova Giunta.

Il vostro cronista può anticiparvi che la Lega di Serie F sta tuttavia ponendo sotto inchiesta il terreno di gioco della Gorgonzolana che rischia così di giocare tutto il campionato in campo neutro.

L’unica vittoria in trasferta, registrata in questa Seconda Giornata di Campionato, è quella ottenuta dal Coprezzolezzo, sul campo dell’Apristolatte. Il risultato di due a zero però, in favore della squadra che giocava fuori casa, è un risultato bugiardo. L’Apristolatte avrebbe forse meritato almeno un pareggio per la mole di gioco sviluppata e, dobbiamo dire, anche per le numerose occasioni perse.

Lo stadio dell’Apristolatte, per l’esordio casalingo della formazione biancoblu, era gremito in ogni ordine di posti, parecchi anche, accomodati sulle ginocchia di spettatori già impoltroniti. L’intero paese attendeva l’esordio dei propri beniamini, quasi tutti cresciuti nelle proprie formazioni giovanili, a partire dai tre fratelli Barretta: Giordano in difesa, Scotto a centrocampo, e Budello in attacco. Ma un pubblico via via sempre più attonito, ha dovuto inchinarsi alla bravura della fortuna che ha assistito il Coprezzolezzo in ogni reparto.

Mentre la squadra di casa, squadernava gli schemi palla lunga e pedalare del suo Mister, Nereo Brocco, mettendo in costante difficoltà la retroguardia coprezzolese guidata da un Ostruziski in stato di grazia, gli ospiti coglievano quasi subito un doppio vantaggio grazie, prima, ad un clamoroso autogol del centrale di difesa Vaccotardi che, mentre si esibiva, spalle alla propria porta, in un insistito palleggio di sinistro, improvvisamente, lasciava partire un retropassaggio in rovesciata fulminea che uccellava il proprio portiere Paco Nontevidèo, oriundo uruguagio, che, nella vita di tutti i giorni è assistente ricercatore universitario alla facoltà di Oculistica della nostra Università aquilana.

E poi, neanche il tempo di rimettere la palla al centro, che su azione di calcio d’angolo in favore del Coprezzolezzo, Pulpìto Lindo scagliava in piena area avversaria una barbogia lampeggiante che colpiva in pieno volto, tramortendolo, il proprio compagno di squadra, il centravanti Angelo Sudicio che, sebbene svenuto e col setto nasale potentemente lussato, finiva col girare la sfera verso la porta apristolattese che capitolava così per la seconda volta.

Da quel momento in poi, e fino alla fine della gara, ma senza alcun successo, l’Apristolatte ha cinto d’assedio l’area coprezzolese, inanellando una incredibile serie di pali e traverse ( il vostro cronista ha contato dodici legni colpiti e tre traverse ) e di salvataggi sulla linea, tra cui quello, mirabolante, effettuato da Giovannino Spauracchio, il libero neo acquisto del Coprezzolezzo che, tuffatosi con le mani sulla propria linea di porta, s’è dato slancio per arrivare coi piedi, a togliere dall’incrocio dei pali un velenoso pallonetto di Alceste Artotimido, nell’unica occasione in realtà, in cui l’ala sinistra apristolattese è riuscita a rendersi pericolosa.

Per questo suo salvataggio, Giovannino Spauracchio s’è guadagnato una fornitura annuale di carta igienica posta in palio dall’Alimentari “ Da Bufalo Capro” di Coprezzolezzo centro, per premiare il calciatore meno trattenuto di tutta la partita.

Da ultimo, il vostro cronista affronta le tre vittorie casalinghe, che hanno caratterizzato la II Giornata, iniziando da quella forse più clamorosa, che porta la Sanpistonese, a punteggio pieno, in testa alla classifica.

Sul terreno amico, la rimasugliata formazione della Sanpistonese, costruita con un fantasioso puzzle di giocatori di riserva scartati dalle altre squadre, dinanzi ad un pubblico in verità molto esiguo ( alla partita assisteva in pratica quasi la sola vedova Treocchi, si dice interessata a colmare il vuoto lasciato dal suo quarto marito ), regola con un perentorio tre a uno, la più accreditata Dinamo Paccuta, che pure era andata in vantaggio, ad inizio ripresa e dopo un primo tempo soporifero, con un’azione di forza dei propri centrocampisti Dirutore e Tramoggia che mettevano Piallante in condizione di siglare il gol del momentaneo vantaggio, praticamente a porta vuota.

Da quel momento in poi, la partita si trasformava in un monologo sanpistonese propiziato dalla vena sulfurea del suo numero dieci e capitano Giangiorgio Trasmissione, che, più volte, ha turplinato la difesa paccuta grazie a scambi ravvicinati e velocissimi coi compagni di reparto Verbeno Putrella e Magistro Scalcante, ciascuno dei quali ha violato la porta paccuta, conducendo la Sanpistonese ad una rotonda quanto inattesa vittoria.

Al termine della gara, sotto gli occhi adoranti della vedova Treocchi, l’allenatore Sanpistonese Eugenio Bretellini, visibilmente commosso ha promesso, forse in un delirio di onnipotenza precoce, ai tifosi della propria squadra, di portarli in finale, quest’anno. Bretellini è uomo di poche parole, sa il vostro cronista, e non certo un candidato sindaco in vena di promesse, per cui sin d’ora, noi sappiamo che a questa Sanpistonese, bisognerà stare parecchio attenti.

Si conferma, e arriva anch’essa a punteggio pieno, l’Oinochetana di mister Pastarella che regola con un perentorio tre a zero la Prestispenta del presidentissimo Giaculatoria che, stavolta, per sostenere la propria squadra, ha portato sugli spalti un plotone di ragazze pon pon che hanno ballato e si sono sbracciate per novanta minuti con slogan a sostegno della Prestispenta in trasferta, ottenendo però l’effetto opposto.

L’undici prestispentese, appariva del tutto imbambolato nel rimirare le tifose al seguito; talmente tanto che il portiere Turibolo, al quindicesimo del primo tempo ha passato la palla direttamente al centravanti oinochetano Spaccamonti, che non si è fatto pregare e ha insaccato il gol del vantaggio con una patasfera al trinitrotoluene che, a momenti, smontava la porta avversaria.

Nella ripresa, l’Oinochetana metteva al sicuro il risultato con una doppietta dell’esordiente ala destra, il sedicenne Piccardo Giacobini, servito entrambe le volte da passaggi illuminanti di Mazzolante che, ha messo la palla in corridoi che solo lui ha potuto vedere, smarcando, in ambedue le occasioni, il ragazzo da solo davanti al portiere, e Giacobini, con una freddezza da veterano, ogni volta ha spiazzato il frastornato Turibolo, al quale, mesto, non restava altro che raccogliere la palla in fondo al sacco.

Al termine della partita, i tifosi dell’Oinochetana si sono recati tutti presso le Cantine Sociali del paese, per ascoltare la maturazione dei mosti di quest’anno, e dar quasi fondo al mitico Merlot vinificato rosato dello scorso anno. E tenete presente, cari lettori, che si tratta di un rosato che fa quindici gradi alcoolici…

Ci resta da commentare la vittoria, sofferta invero, del Perpendicolo sulla matricola Polpettese.

Lo striminzito uno a zero, siglato al termine di un’azione corale dal redivivo centrocampista Curtone ( si vede che le cure della fisioterapista sono state davvero efficaci… ), è frutto di una accanita battaglia sul campo, che la Polpettese ha condotto con lucida generosità, nonostante l’inspiegabile doppia espulsione, decretata dall’arbitro signor Ventidenari, al trentesimo del primo tempo, ai danni della coppia centrale di difesa della Polpettese: lo stopper Brasato, e il libero Compressa, rei, a suo dire di un doppio sganassone a gioco fermo, ai danni del capitano del Perpendicolo, il centravanti Eufemio Marchesino, che d’improvviso, si lasciava cadere ululando appena fuori l’area avversaria.

Neppure l’intervento della V.A.R., impersonata per l’occasione da Schiscetto Ofelè, ragioniere milanese di stanza nella frazione aquilana di Palombaia di Paganica Alta, al seguito della nota azienda edile Ponteggi Lorenteggi, ha potuto dirimere ogni dubbio. Ad ogni modo, l’arbitro s’è mostrato sicurissimo delle sue scelte, pur se Sbrigone, il mister della Polpettese ha insinuato più volte ad alta voce di conoscere bene la gentile consorte del Direttore di gara, guadagnandosi così anch’egli un cartellino giallo, che non lo ha tenuto a freno, fino a quando il difensore di riserva Zampetto, lo ha imbavagliato, per evitare guai peggiori, con i collant della signora Ventidenari.

Nonostante ogni sforzo, la Polpettese non è riuscita ad arrivare al pareggio, ma, al termine della partita, i suoi tifosi al seguito hanno applaudito i giocatori pur sconfitti. Un bellissimo gesto che riconcilia con un calcio che deve assolutamente riscoprire i suoi veri valori per restare il gioco più bello del mondo.

A questo punto, il vostro cronista, leggermente stanco, mette su una videocassetta de “Gli Aristogatti”, perché deve assolutamente riuscire a scoprire la ricetta della “crema di crema alla Edgar”.

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