Previsioni per il 2026.
Fatti strani. Pensieri che nascono. Strade abbandonate. Rivolte. Possibilità.
Ho preso un gran calderone.
Ci ho messo dentro delle piume di dinosauro. Un distillato alcoolico di mele selvatiche. Del miele datato 1891. Radici di genziana del Monte Drago, e sette o otto ingredienti altri che non posso svelare.
L’ho lasciato bollire per tre giorni di seguito, in una cantina chiusa. Poi, sono entrato nella stanza dov’era il calderone, e ho respirato tutto il vapore creato dalla bollitura.
Questo mi ha permesso di guardare nel futuro. Sia pure in modo un po’ confuso e frammentario; girovagante, direi. Ne ho ricavato alcune indicazioni per il prossimo anno, che decido di trascrivere, per controllare poi, il 31 dicembre del 2026 di quanto io mi sia sbagliato.
Ammesso io resti e resti senziente, fino a quella data.
Senza che nessuno se ne accorga, WhatsAp, inizia, decidendo da sola, a non far vedere più i messaggi, o gli aggiornamenti di stato, delle persone che vi hanno ferito; e di quelle che con voi parlano malvolentieri; e di quelle che, senza che voi lo sappiate, si sono fatte idee sbagliate, su di voi. Nel contempo, WhatsAp, senza che nessuno se ne accorga, inizia ad inserirvi in chat di persone vere, che scrivono se hanno qualcosa da dire e da dare, e che possono arricchirvi, con la loro parola.
Non si saprà mai, come sia possibile che accada: forse una evoluzione inattesa dell’Intelligenza Nascosta della Rete, che inizia ad intaccare un po’ del carico di inquietudini e di servitù da profitti altrui, che ci portiamo a spasso.
Le persone si accorgeranno dell’acqua.
Quando avranno mangiato un piatto troppo saporito, e quando si dovrà risparmiare acqua, facendo la doccia in due. Quando la neve sarà diventata rara come la figurina di Pizzaballa (non il cardinale). Quando decideranno di camminare sul letto dei rivi disseccati e ci troveranno solo serpenti di plastica, e topi di peluche. Quando, dopo una corsa lungo il mare al mattino, ci sarà bisogno di reintegrare i liquidi, e si potrà mordere solo un ramo di cactus, che, nel giro di chilometri, è l’unico essere che conservi in sé qualche idea di umido. Quando, per prendere un cartone d’acqua minerale al supermercato, bisognerà usare tutti i buoni pasto disponibili nel mese. Quando bisognerà lavarsi i denti col gin. Quando aumenteranno i furti con scasso nelle banche, motivati dalla necessità d’acquisto in farmacia dell’acqua per i neonati.
Donald Trump, si pentirà di tutto, ma chiederà di entrare nel sistema che protegge i Collaboratori di Giustizia.
Vladimir Putin perderà una partita a scacchi con Anya Taylor Joy, e, per la disperazione, dichiarerà la Pace nel Mondo.
Benjamin Netanyahu verrà condannato per corruzione; in fondo, Al Capone venne condannato per frode fiscale.
L’Europa fiorirà.
La Cina visiterà Piazza Tienanmen e deciderà che è meglio la Pace Celeste.
I paesi africani saranno interessati da un potente movimento migratorio, che li vedrà accogliere tutte le materie prime di cui i paesi colonialisti, nei secoli, l’hanno derubata.
In Giamaica si suonerà molto reggae.
L’America Latina, sarà finalmente libera.
In Italia, si sentirà rumore di cieli che si scontrano.
Si faranno i conti con sé stessi.
E si deciderà di non essere abbastanza bravi, in matematica. Si proverà ad essere rigorosi, e a non concedersi nessun cedimento. Si proverà ad avere lo stesso sguardo di un bambino che, per la prima volta prova a reggersi da solo sulle proprie gambe e vola per raggiungere il proprio giocattolo preferito. Ci si ferirà scegliendo di non farsi più male. Si leggeranno più libri, per avere più parole da opporre al silenzio. Si deciderà di non sorridere più. Si metteranno i cassetti dentro i loro appositi sogni, e ci si occuperà della realtà come è. Si smetterà di pensare che esiste un lieto fine, e si cercheranno le conchiglie più belle che il mare vorrà regalarci, per guardarle, solo, e lasciare i regali dove sono stati posati. Si continuerà ad amare con la giusta disperazione. E si prenderanno meno caffè. Si cambierà ogni abitudine, per fondare un nuovo personale disordine. Si troverà la disciplina necessaria, per piangere il minimo indispensabile. Si visiteranno musei, mostre e monumenti, e anche la galleria di tutti i nostri fallimenti, che, dal primo gennaio prossimo, passeranno sotto una nuova gestione. Si toglieranno i veli all’ipocrisia, e anche i guanti bianchi. Si avrà una nuova tenerezza, verso sé stessi: sappiamo che stiamo per lasciarci, e vogliamo avere un bel ricordo di noi.
Il Mercato si renderà conto di esistere solo perché protetto dalla minaccia dell’uso delle armi. Allora cercherà di armarsi di più, e ancora di più. Le crisi sono anche opportunità, e quando il sangue corre per le strade, è il momento di comprare. Quando però il Mercato si sarà accorto d’aver trasformato ogni prodotto, ogni pensiero, ogni racconto, ogni uomo e ogni donna, in un’arma, vorrà solo diventare Dio. Potrebbe nascere una nuova religione, più integralista e feroce e sanguinaria di ogni altra religione prima comparsa sulla Terra.
Per questo, bisogna educare i figli all’ateismo, e aiutarli nella ricerca di un Dio più presentabile.
Un lupo si perderà nella foresta.
Solo perché voleva amare una ragazza che indossava sempre un cappuccio rosso.
Un ragazzo mediorientale troverà una lampada piena di desideri da realizzare e chiederà solo di rinchiudere tutto il male dentro una capsula spaziale da spedire sul più vicino pianeta abitabile.
Un gatto strano, che indossava stivali, porterà il suo umano, fino all’umana più per lui perfetta.
Un altro gatto, ancora più strano, accompagnerà all’entrata infernale più vicina, tutti i potenti innamorati e servi del potere.
Una ragazza lacera e infelice se ne andrà di casa e viaggerà, invece di cercare un Principe Azzurro.
Una mela avvelenata non farà altri frutti.
Il burattino di legno, incontrerà una Fata Turchina, anche lei, di legno.
Il Lecce, giocherà in Champions League; l’unificata squadra di rugby aquilana vincerà lo scudetto. Il Campionato del Mondo di Formula 1, lo vincerà un vecchietto col cappello in testa, che guida la sua Panda.
L’Italia vincerà qualsiasi medaglia possibile in tutte le competizioni di scherma, fin quando non imparerà che ne ferisce di più, la lingua. Gli italiani, e le italiane dalla pelle di tutti i colori (rosa, nera, verde, gialla, arancio e viola), primeggeranno in tutte le competizioni in cui quando si vinca, il telecronista non chiederà cosa si provi.
Io, correrò.
Le grandi aziende di tecnologia e comunicazione social, pagheranno una fraccata di tasse in Europa.
Su internet, si potrà navigare, solo dopo essersi registrati col proprio nome e cognome e tutti i documenti in regola. I siti di informazione falsa e/o manipolata, e/o violenti, sessisti, fascisti, integralisti, reazionari, complottisti, nazisti, terroristi, inquinatori, sfruttatori, razzisti, misogini, omofobici e schifosi in genere, saranno attaccati da virus informatici che li renderanno visibili solo alle tribù che praticano cannibalismo in certe zone remote della Nuova Guinea, che però, non avranno a disposizione la password del wi-fi.
I più ricchi del pianeta, qualunque cosa facciano, si annoieranno mortalmente, e finiranno con l’arrendersi all’eguaglianza, perché è molto più divertente.
Sarà sempre Primavera.
Ognuno, potrà fare l’amore come gli va, e, senza tanti disturbi, magari sparisco.









